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04/Lug/2022


Che cos’è la psicomotricità? In quali momenti è consigliata come strumento di crescita e rafforzamento per bambini e bambine? Da quale età?

Lunedì 25 luglio: OPEN DAY PSICOMOTRICITÀ

Prenota un colloquio conoscitivo gratuito della durata di 30 minuti con la dott.ssa Demetra Cipolla per valutare assieme a una professionista i bisogni del tuo bambino o della tua bambina.

Per informazioni e prenotazioni: 3456558442



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31/Mag/2022


Il principale fattore di rischio ambientale per la pelle è l’esposizione incongrua al sole.

A giugno fai una visita dermatologica dei nei e goditi l’estate in arrivo senza pensieri!

I tumori cutanei possono svilupparsi soprattutto sulle parti del corpo più esposte: uno dei principali fattori di rischio è infatti l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole (UVA e UVB).

Questi tumori raramente, nella loro fase iniziale, presentano sintomi evidenti. I segnali da monitorare sono:

  • la comparsa di nuovi nei
  • la variazione di aspetto (forma, colore, spessore…) di quelli già presenti.

In presenza di alterazioni di questo genere è consigliato effettuare una visita dermatologica.

La vista dermatologica nei, proposta dal Poliambulatorio Punto Salute ed eseguita dal dr. Michele Tarocco, prevede una prima parte dedicata all’anamnesi del/la paziente (storia personale, familiarità, caratteristiche di eventuali sintomi) e una seconda parte di indagine dermatoscopica delle manifestazioni cutanee.

Costo visita dermatologica: € 90.

Per informazioni e prenotazioni: 3456558442



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08/Ott/2021


Preparazione ecografia addome completo

Ecografia addome completo: cosa mangiare?

L’eco addome completo comprende lo studio di:

– fegato, colecisti, vie biliari, milza, pancreas, reni, vie urinarie, surreni, linfonodi addominali, aorta addominale e retroperitoneo
– vescica, utero e annessi/prostata e vescichette seminali, vasi e linfonodi iliaci, recesso peritoneale del Douglas

Questo tipo di esame richiede una piccola partecipazione da parte del paziente.

Digiuno per almeno 6 ore prima dell’esame

La prima indicazione è il rispetto del digiuno almeno nelle 6 ore precedenti l’esame. Questa pratica consente di ridurre al minimo la quantità di gas intestinali che potrebbero ostacolare la visione di alcuni organi, in particolare il pancreas e le ovaie la visione dei grossi vasi addominali come l’aorta e i linfonodi profondi. Il digiuno richiesto evita inoltre lo svuotamento della colecisti che avviene in particolar modo dopo i pasti, specie se ricchi di grassi che limiterebbe la visione di eventuali calcoli o, meno frequentemente, di polipi della parete della colecisti.

Dieta nei due giorni precedenti l’esame

La seconda indicazione per ridurre i gas intestinali che potrebbero essere d’ostacolo alla visione di alcuni organi è quella di modificare, nei due giorni precedenti, la propria dieta, riducendo o evitando frutta, verdura e legumi, bibite gassate ed evitando cibi ricchi di grassi.

L’aria blocca il passaggio degli ultrasuoni e non permette la visione di quello che c’è sotto. Per lo stesso motivo si utilizza il gel ecografico che serve a eliminare le bolle tra la sonda ecografica e la cute.

Bere un litro di acqua nell’ora precedente l’esame

La terza indicazione per esplorare al meglio l’addome inferiore, in particolare quindi la vescica, la prostata nell’uomo, l’utero e l’ovaie nella donna, è quella di arrivare con la vescica piena o semipiena, bevendo da mezzo litro a un litro di acqua nell’ora precedente l’esame.

In persone che soffrono di problemi cardiaci come lo scompenso, di problemi renali o di ipertensione per evitare un carico eccessivo di acqua nel breve tempo e quindi scongiurare possibili minimi disguidi è preferibile evitare di andare in bagno nelle 3 ore precedenti, evitando così di bere grandi quantità di acqua in breve tempo. Ovviamente è necessario bere esclusivamente acqua naturale o tè leggermente zuccherato ed evitare assolutamente bevande gasate per non incrementare i gas intestinali.

Non interrompere l’eventuale terapia farmacologica

La quarta e ultima indicazione è di non interrompere l’eventuale terapia farmacologica che si sta assumendo anche il giorno stesso dell’esame. La terapia in atto per i diversi motivi deve essere assolutamente mantenuta.

In conclusione quindi le principali indicazioni da seguire da parte del paziente per un esame ecografico ottimale sono: il digiuno nelle sei ore precedenti, avere la vescica piena o semipiena e nel limitare le scorie alimentari nei 2 giorni prima dell’esame modificando leggermente la propria dieta.


Preparazione ecografia addome completo

L’intervento del  dr. Carlo Cacciatori, medico radiologo


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28/Set/2021


Vene varicose: cosa sono?

Cause e sintomi delle vene varicose

Una delle patologie più diffuse tra i malfunzionamenti del sistema circolatorio è la varice, o vena varicosa, ovvero l’alterazione delle pareti della vena, visibile anche a occhio nudo, e che si verifica principalmente negli arti inferiori, causata dall’insufficienza venosa.

Come prima cosa è necessario distinguere tra circolazione arteriosa e circolazione venosa. Consideriamo infatti che il cuore è una pompa: il sangue viene pompato dal ventricolo di sinistra nelle arterie per portare calore e ossigeno ai distretti più periferici del corpo (come gli arti inferiori). Una volta che il sangue ha ceduto calore e ossigeno deve ritornare al cuore.

Il nostro sistema vascolare deve quindi essere in grado di “spingere” il sangue venoso dagli arti inferiori in direzione contraria alla gravità con un flusso di ritorno da qualsiasi punto periferico del nostro corpo verso il ventricolo di destra, per poi far sì che il sangue vada a livello polmonare per farsi riossigenare, ritornare nel ventricolo di sinistra e ricominciare il circolo.

Insufficienza venosa: cause

Insufficienza venosa significa che il sangue fatica a tornare in maniera corretta verso il cuore: la maggior quantità di sangue che ristagna nei capillari a causa della scarsa capacità del sistema vascolare di far circolare il sangue venoso di ritorno causa pressione nei capillari.

Quando parliamo di vene varicose, quindi, dobbiamo valutare quali possono essere le cause dell’insufficienza venosa:

  • Familiarità: non alla vena varicosa in sé ma all’eventuale debolezza della parete venosa. Successivamente intervengono i nostri stili di vita a contribuire a far sviluppare l’insufficienza venosa
  • Abitudini di vita: le professioni statiche (quindi con molto tempo trascorso seduti o in piedi), soprattutto se non si indossano le calze a compressione, contribuiscono ad aumentare la pressione del sangue nei distretti periferici del corpo
  • Scarso apporto di liquidi
  • Scarso movimento
  • Disordini alimentari
  • Problemi ortopedici che non favoriscono la pompa del sangue di ritorno
  • La gravidanza e il numero di gravidanze
  • La contraccezione, i disordini ormonali, la menopausa: l’utilizzo di ormoni comporta un aumento della vischiosità dal sangue e in conseguenza il rischio che possano insorgere le vene varicose
  • Stitichezza e stipsi
  • Interventi chirurgici ginecologici (p.e. l’isterectomia) o ortopedici o a seguito di allettamento prolungato

Vene varicose: sintomi

Il quadro della sintomatologia riportato dai/lle pazienti è piuttosto variabile:

  • Gambe gonfie
  • Sensazione di pesantezza, soprattutto serale
  • Edema
  • Discromie della cute o macchie scure
  • Presenza di capillari molto evidenti
  • Crampi notturni che arrivano anche a minare la qualità del riposo delle persone

In presenza di questi sintomi è consigliato consultare il proprio medico e valutare una visita angiologica.

Costo visita angiologica: € 120.

Per informazioni e prenotazioni: 0458699728


Vene varicose: cause e sintomi

L’intervento del  dr. Stefano Gandolfi, chirurgo vascolare


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24/Ago/2021


La visita angiologica valuta il funzionamento del sistema circolatorio, evidenziando eventuali patologie del circolo venoso e arterioso.

L’ecocolordoppler abbinato alla visita specialistica permette di visualizzare la forma di vene e arterie e il movimento del sangue nei vasi sanguigni, aiutando a individuare eventuali anomalie o confermandone la presenza.

Una delle patologie più diffuse tra i disfunzionamenti del sistema circolatorio è la varice, o vena varicosa, ovvero l’alterazione delle pareti della vena, visibile anche a occhio nudo, e che si verifica principalmente negli arti inferiori.

Quali sono le cause delle vene varicose?

Quando si valutano i fattori di rischio delle varici è utile suddividerli in fattori di rischio non modificabili e modificabili.

Fattori di rischio delle vene varicose non modificabili:

  • familiarità
  • sesso
  • età

Fattori di rischio su cui è possibile intervenire, prevendo o ritardando la comparsa delle varici:

  • sovrappeso
  • sedentarietà
  • attività che obbligano in una posizione eretta prolungata

La visita angiologica e l’ecocolordoppler abbinato vengono eseguiti dal dr. Stefano Gandolfi. L’ecocolordoppler non prevede particolari preparazioni.

Costo visita angiologica e ecocolordoppler: € 120.

Per informazioni e prenotazioni: 0458699728



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06/Ago/2021


Il Poliambulatorio Punto Salute è chiuso per la pausa estiva dal 10 al 20 agosto.

Rimane attivo il numero whatsapp 3456558442 a cui è possibile inviare un messaggio. Tutte le richieste verranno prese in carico al momento della riapertura di lunedì 23 agosto.

Lo staff di Punto Salute augura a tutte e tutti una buona estate!



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13/Lug/2021


L’ecografia collo e tiroide visualizza la struttura della tiroide con l’obiettivo di individuare eventuali noduli, verificarne la dimensione e la struttura interna.

Ecografia collo e tiroide: quando farla?

L’ecografia alla tiroide è consigliata quando si sospettano ipo/ipertiroidismo, gozzo, noduli benigni/maligni, linfonodi, o in presenza di familiarità con patologie tiroidee, sensazione di corpo estraneo in gola o variazioni anomale della parte anteriore del collo.

L’eco collo e tiroide viene eseguita dal dr. Carlo Cacciatori e non prevede particolari preparazioni.

Ecografia collo e tiroide costo: € 50.

Per informazioni e prenotazioni: 0458699728



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01/Lug/2021


Come proteggere i bambini dal sole

Sotto i 10/12 anni le probabilità che insorgano tumori della pelle o melanomi che derivano da trasformazioni di cellule pigmentate sono molto basse.

Ciò non toglie che un minimo controllo anche su bambini e bambine vada fatto, anche tenendo presente che al momento della nascita raramente la cute presenta molti nei perché questi generalmente crescono con la persona.

Quindi un bambino può non avere nessun neo alla nascita e averne molti a 18 anni.

Questo significa che nel corso della vita i nei “si fanno”: non bisogna allarmarsi se in un bimbo o bimba si nota un neo nuovo a 8/10 anni. L’importante è che il neo cresca proporzionalmente a quanto cresce il bambino. Se a questa età ci fossero delle trasformazioni repentine – per fortuna rare – di solito clinicamente e visivamente si notano in modo veloce. È quindi utile prestare sempre attenzione a eventuali crescite anomale dei nei.

Per quanto riguarda la protezione solare per i più piccoli, soprattutto sotto i 3 anni i bambini non dovrebbero mai essere esposti alla luce diretta: meglio prediligere una luce solare indiretta e protezioni molto alte, perché tutti i danni che si creano sulla pelle di un bambino sotto i 3 anni sono quelli che si pagano di più in età adulta.

Si consiglia di utilizzare la protezione solare più alta anche negli anni successivi, perché la pelle dei bambini pigmenta (“si difende”) di meno rispetto a quella dell’adulto, quindi è molto importante sempre “aiutarla” applicando i filtri solari con le stesse regole valide per l’adulto: grosse quantità, applicazione almeno mezzora prima dell’esposizione al sole e poi ogni 2 o 3 ore, utilizzare dei buoni prodotti.

Scopri le nostre specialità!


Come proteggere i bambini dal sole?

L’intervento del  dr. Tarocco


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15/Giu/2021


Come prendere il sole in sicurezza

La prima cosa da considerare quando si parlare di abbronzatura è che quando la nostra pelle si abbronza lo fa per proteggersi dalla luce solare e dalle radiazioni ultraviolette, che altrimenti sarebbero molto dannose per la cute.

Una pelle molto abbronzata quindi non è sempre una pelle in salute, ma anzi è una pelle che si sta difendendo (come può) dai raggi solari.

Partendo da questo presupposto, quindi, più alta è la protezione solare meglio sarà, tanto che la fotoprotezione (ovvero la protezione dalla luce solare) è un fattore molto rilevante per quanto riguarda l’evoluzione di certi tumori della pelle, in primis il melanoma ma anche altri tipi di carcinomi che possono colpire la nostra cute.

La miglior protezione solare da consigliare è quindi in genere quella con il fattore di protezione più alto, anche in considerazione del fatto che rispettare i tempi di utilizzo e di esposizione al sole, quando si è in vacanza, può diventare un po’ complicato. Utilizzando una protezione molto alta, anche mettendola una volta di meno, si può avere una bella abbronzatura lo stesso senza scottarsi. Senza dimenticare che la quantità di luce che è sufficiente per il nostro benessere e per il nostro metabolismo la si prende in poche decine di minuti di esposizione al sole.

Le regole generali quindi per una corretta esposizione al sole sono di non esagerare con l’esposizione alla luce e utilizzare sempre delle creme solari ad alta protezione, in grado di filtrare le radiazioni più pericolose e di lasciar passare quelle non dannose per la nostra pelle.

Scopri le nostre specialità!


Come prendere il sole in sicurezza?

L’intervento del  dr. Tarocco


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