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28/Apr/2022


L’ecografia addome completo comprende lo studio di:

– fegato, colecisti, vie biliari, milza, pancreas, reni, vie urinarie, surreni, linfonodi addominali, aorta addominale e retroperitoneo
– vescica, utero e annessi/prostata e vescichette seminali, vasi e linfonodi iliaci, recesso peritoneale del Douglas

Questo tipo di esame richiede una piccola partecipazione da parte del paziente e viene eseguito dal dr. Carlo Cacciatori.
>>Consulta la preparazione per l’eco addome consigliata dal dr. Cacciatori.

Mese di maggio: cecografia addome completo costo € 65.

Per informazioni e appuntamenti: 345 6558442 – info@puntosalutelugagnano.it



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16/Mar/2022


Incontinenza e riabilitazione del pavimento pelvico

Che cos’è l’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria è una perdita involontaria di urina che può avvenire sia negli uomini che nelle donne ma che, per una serie di motivi anatomo-fisiologici che vedremo tra poco, è più frequente nelle donne.

L’incontinenza urinaria comprende 3 categorie:

  • incontinenza da stress (perdita involontaria a seguito di starnuto, tosse, risata, sforzo fisico)
  • incontinenza da urgenza (l’improvvisa e incontenibile esigenza di fare pipì)
  • incontinenza mista (perdite involontarie da urgenza e da movimento/sforzo)

L’incontinenza da stress è la più diffusa.

I sintomi dell’incontinenza urinaria determinano un impatto importante sia sulle attività fisiche sia sulla vista sociale delle persone, oltre che un importante impegno economico personale e per il sistema sanitario.

L’incontinenza urinaria infatti determina dei limiti e delle difficoltà in molti ambiti di vita come il lavoro, le attività sportive o domestiche e comporta delle importanti conseguenze anche dal lato dello svago e della socialità, in quanto molte donne sono intimorite nell’affrontare attività extralavorative o ludiche dovendo continuamente gestire il disagio che deriva da questa patologia e il conseguente peggioramento della qualità della vita.

Un ultimo elemento per inquadrare la questione riguarda il numero di persone consapevoli di questa disfunzione: in particolare le donne per paura, per ignoranza della patologia, per vergogna, si rivolgono a fatica a un operatore sanitario che si occupa di incontinenza  e purtroppo, anche di fronte a una diagnosi, solo una minoranza di loro esegue poi una terapia mirata a aiutare o risolvere questo problema.

Cause dell’incontinenza urinaria

I meccanismi descritti dalla letteratura scientifica come causa dell’incontinenza sono:

  • la debolezza dello sfintere vescicale (la “valvola” che regola l’apertura e la chiusura della vescica)
  • l’ipermobilità uretrale (disfunzione del pavimento pelvico che rende possibile la perdita di urina)

La debolezza dello sfintere può essere dovuta a:

  • traumi
  • interventi uroginecologici
  • malattie neuromuscolari o sistemiche che colpiscono il tono muscolare

L’ipermobilità uretrale deriva invece dal cedimento dei muscoli che sostengono gli organi pelvici e urinari, ovvero del pavimento pelvico.

Le cause della perdita di tono del pavimento pelvico sono:

  • gravidanza e parto
  • età
  • intensa attività fisica / sollevamento di pesi
  • sovrappeso o obesità
  • aumento della pressione intra addominale (tosse intensa o cronica)
  • patologie neurologiche
  • assunzioni di farmaci
  • cambiamenti ormonali che intervengono in menopausa

Con riferimento proprio al periodo della menopausa i principali studi in materia rilevano un picco di incidenza di questa patologia intorno alla quinta decade di età, collegando in maniera evidente l’incontinenza ai cambiamenti ormonali tipici della menopausa. I genitali femminili infatti e le vie urinarie hanno la stessa origine embriologica, cosa che rende l’apparato urinario sensibile alla diminuzione di estrogeni tipica della menopausa che causa quindi una perdita del tono muscolare.

Durante la menopausa, inoltre, si assiste a un calo del tono muscolare dello 0,6% ogni anno che viene sostituito da tessuto connettivale.

Gli studi scientifici in materia di incontinenza urinaria evidenziano l’importanza della riabilitazione del pavimento pelvico, intesa proprio come rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico.

Obiettivi della riabilitazione del pavimento pelvico

La riabilitazione del pavimento pelvico ha quindi come obiettivi:

  • l’aumento della forza dei muscoli del pavimento pelvico
  • l’aumento della resistenza della contrazione dei muscoli perché può capitare di dover trattenere la pipì per periodi lunghi
  • l’aumento della coordinazione tra addominali e muscoli del pavimento pelvico: spesso la contrazione degli addominali e dei muscoli del tronco avviene prima di quella del pavimento pelvico

Inoltre si è visto come il training di riabilitazione del pavimento pelvico aumenta la stimolazione neuromuscolare. Questi esercizi infatti stimolano il sistema simpatico (la parte di sistema nervoso che controlla le funzioni corporee involontarie) e contribuiscono a rilassare la vescica, risultando utile anche nelle pazienti che soffrono di incontinenza da urgenza.

L’allenamento intensivo e supervisionato dei muscoli del pavimento pelvico aiuta a prevenire ma anche a limitare il rischio di avere incontinenza. È un allenamento molto utile anche per le donne che, entrate in menopausa, verificano una perdita di tono fisiologica.


Come interviene la riabilitazione del pavimento pelvico in caso di incontinenza urinaria?

L’intervento del  dott.ssa Paola Benedetti, fisioterapista e osteopata


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04/Mar/2022


30 marzo 2022
27 aprile 2022

Open day pavimento pelvico – con la dott.ssa Paola Benedetti, fisioterapista e osteopata

Il pavimento pelvico è la struttura muscolare presente nella parte inferiore del bacino.

Le sue funzioni principali sono quelle di:

  • sostenere gli organi pelvici (nella donna: vescica, uretra, utero, retto)
  • di regolare alcuni processi fisiologici come la minzione e la defecazione.

Durante alcuni periodi fisiologici nella vita di una donna in particolare (come la gravidanza, il parto, la menopausa) il pavimento pelvico è sottoposto a enormi sollecitazioni che possono contribuire a una perdita di tono muscolare causando incontinenza, prolasso, dolore pelvico.

La nostra fisioterapista dott.ssa Paola Benedetti, durante le giornate dedicate alla salute e alla rieducazione del pavimento pelvico, si occuperà di inquadrare la questione assieme alla paziente ed eventualmente costruire un percorso fisioterapico personalizzato.

Per informazioni e appuntamenti: 345 6558442 – info@puntosalutelugagnano.it – posti limitati



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04/Feb/2022


La visita fisiatrica proposta presso il nostro poliambulatorio valuta a 360 gradi le funzionalità del paziente dal punto di vista neurologico, cognitivo, ortopedico e reumatologico degenerativo.

Ha l’obiettivo di indicare, quindi, un percorso riabilitativo, una serie di trattamenti completi o eventuali ulteriori accertamenti.

La visita prevede:

  • la raccolta dei dati anamnestici, ovvero la storia clinica del paziente
  • l’esame obiettivo del paziente

La visita fisiatrica viene effettuata dal dr. Renato Avesani, medico fisiatra. Si consiglia di portare con sé eventuali referti precedenti.



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16/Nov/2021


A partire da aprile 2022 la dr.ssa Nadia Facci, neuropsichiatra infantile, inizierà a ricevere presso il nostro poliambulatorio, iniziando a collaborare con l’equipe dell’età evolutiva.

L’equipe dell’età evolutiva del Punto Salute è costituita da un team multidisciplinare di cui fanno parte la dott.ssa Margherita Brunetto, psicologa dell’età evolutiva ed esperta in psicopatologia dell’apprendimento, la dott.ssa Marianna Marconcini, psicologa dell’età evolutiva, i logopedisti dott.ssa Francesca Pase e dott. Corrado Donisi, la dott.ssa Claudia Ottonello, psicomotricista e psicologa dell’età evolutiva, la dott.ssa Eleonora Cesta e il dott. Luigi Gozzi, entrambi psicologi e psicoterapeuti.

L’equipe si occupa in particolare di diagnosi e trattamento dei disturbi dell’apprendimento (DSA), supporto alla genitorialità (parent training), valutazione e riabilitazione neuropsicologica e psicomotoria, valutazione e riabilitazione logopedica, con un approccio integrato tra le varie specialità e con l’obiettivo di fornire validi strumenti di supporto e percorsi riabilitativi a bambini, bambine e adolescenti, ponendosi come anello di congiunzione tra le famiglie e le istituzioni scolastiche.

Per informazioni: 045 8699728 – info@puntosalutelugagnano.it

La dott.ssa Nadia Facci si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Verona nel luglio 1997 (09/07/1997) e presso lo stesso Ateneo ha conseguito la specializzazione in Neuropsichiatria infantile (22/10/2002).

Lavora presso l’Azienda Ulss 9 Scaligera e svolge consulenze privatamente.

La dott.ssa Facci è specializzata nella valutazione, diagnosi, e nei trattamenti terapeutici dei pazienti con specifici disturbi del neurosviluppo e con difficoltà scolastiche, comportamentali e relazionali nell’età evolutiva (dalla prima infanzia fino all’adolescenza) anche attraverso un lavoro in equipe ed in collaborazione con i pediatri.



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05/Nov/2021


La visita diabetologica proposta presso il nostro poliambulatorio prevede:

  • la raccolta dei dati anamnestici, ovvero la storia clinica del paziente
  • l’esame obiettivo del paziente

L’approccio clinico è quello di individuare in maniera completa tutti i fattori di rischio (in particolare quelli cardio vascolari) in modo tale da offrire al paziente una linea terapeutica completa per evitare o ridurre le varie complicanze del diabete e non solo quelle strettamente legate alla glicemia non stabile.

La visita diabetologica viene effettuata dal dr. Massimo Cigolini, diabetologo e endocrinologo.



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08/Ott/2021


Preparazione ecografia addome completo

Ecografia addome completo: cosa mangiare?

L’eco addome completo comprende lo studio di:

– fegato, colecisti, vie biliari, milza, pancreas, reni, vie urinarie, surreni, linfonodi addominali, aorta addominale e retroperitoneo
– vescica, utero e annessi/prostata e vescichette seminali, vasi e linfonodi iliaci, recesso peritoneale del Douglas

Questo tipo di esame richiede una piccola partecipazione da parte del paziente.

Digiuno per almeno 6 ore prima dell’esame

La prima indicazione è il rispetto del digiuno almeno nelle 6 ore precedenti l’esame. Questa pratica consente di ridurre al minimo la quantità di gas intestinali che potrebbero ostacolare la visione di alcuni organi, in particolare il pancreas e le ovaie la visione dei grossi vasi addominali come l’aorta e i linfonodi profondi. Il digiuno richiesto evita inoltre lo svuotamento della colecisti che avviene in particolar modo dopo i pasti, specie se ricchi di grassi che limiterebbe la visione di eventuali calcoli o, meno frequentemente, di polipi della parete della colecisti.

Dieta nei due giorni precedenti l’esame

La seconda indicazione per ridurre i gas intestinali che potrebbero essere d’ostacolo alla visione di alcuni organi è quella di modificare, nei due giorni precedenti, la propria dieta, riducendo o evitando frutta, verdura e legumi, bibite gassate ed evitando cibi ricchi di grassi.

L’aria blocca il passaggio degli ultrasuoni e non permette la visione di quello che c’è sotto. Per lo stesso motivo si utilizza il gel ecografico che serve a eliminare le bolle tra la sonda ecografica e la cute.

Bere un litro di acqua nell’ora precedente l’esame

La terza indicazione per esplorare al meglio l’addome inferiore, in particolare quindi la vescica, la prostata nell’uomo, l’utero e l’ovaie nella donna, è quella di arrivare con la vescica piena o semipiena, bevendo da mezzo litro a un litro di acqua nell’ora precedente l’esame.

In persone che soffrono di problemi cardiaci come lo scompenso, di problemi renali o di ipertensione per evitare un carico eccessivo di acqua nel breve tempo e quindi scongiurare possibili minimi disguidi è preferibile evitare di andare in bagno nelle 3 ore precedenti, evitando così di bere grandi quantità di acqua in breve tempo. Ovviamente è necessario bere esclusivamente acqua naturale o tè leggermente zuccherato ed evitare assolutamente bevande gasate per non incrementare i gas intestinali.

Non interrompere l’eventuale terapia farmacologica

La quarta e ultima indicazione è di non interrompere l’eventuale terapia farmacologica che si sta assumendo anche il giorno stesso dell’esame. La terapia in atto per i diversi motivi deve essere assolutamente mantenuta.

In conclusione quindi le principali indicazioni da seguire da parte del paziente per un esame ecografico ottimale sono: il digiuno nelle sei ore precedenti, avere la vescica piena o semipiena e nel limitare le scorie alimentari nei 2 giorni prima dell’esame modificando leggermente la propria dieta.


Preparazione ecografia addome completo

L’intervento del  dr. Carlo Cacciatori, medico radiologo


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04/Ott/2021


Psicomotricità bambini

Psicomotricità esercizi per bambini e bambine dai 24 mesi ai 6 anni

Da mercoledì 13 ottobre in partenza nuovi corsi di psicomotricità, con la nostra dott.ssa Claudia Ottonello, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e… con una novità!

>>Scarica la brochure per tutte le informazioni

Da ottobre 2021, grazie alla collaborazione con Dimensione Movimento, la nuova associazione sportiva che gestisce gli spazi dedicati a sport e benessere adiacenti al nostro poliambulatorio, i gruppi della psicomotricità utilizzeranno gli spazi attrezzati della palestra!

E’ possibile partecipare al corso di psicomotricità in gruppi di massimo 6 bambini/e divisi per età:

  • GRUPPO NIDO (24-36 mesi): dal 13 ottobre tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 17.20
  • GRUPPO INFANZIA (3-6 anni): dal 13 ottobre tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 17.20

Tariffe
Percorso di 4 incontri + colloquio iniziale con i genitori dei nuovi iscritti € 100.00
*iva 5% a norma di legge, tutte le prestazioni sono detraibili

Per info e iscrizioni: 045 8699728

  • È garantito il distanziamento e la continua igienizzazione dei materiali usati
  • Obbligo di mascherina per bambini/e dai 6 anni in su

Perché fare un corso di psicomotricità? Per…

  • fornire un spazio di benessere all’aperto che sostenga l’educazione socio-affettiva
  • educare al riconoscimento di se’ e delle proprie emozioni, dell’altro, delle regole
  • favorire lo sviluppo cognitivo in tutte le sue aree: cognitive, motorie e relazionali

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28/Set/2021


Vene varicose: cosa sono?

Cause e sintomi delle vene varicose

Una delle patologie più diffuse tra i malfunzionamenti del sistema circolatorio è la varice, o vena varicosa, ovvero l’alterazione delle pareti della vena, visibile anche a occhio nudo, e che si verifica principalmente negli arti inferiori, causata dall’insufficienza venosa.

Come prima cosa è necessario distinguere tra circolazione arteriosa e circolazione venosa. Consideriamo infatti che il cuore è una pompa: il sangue viene pompato dal ventricolo di sinistra nelle arterie per portare calore e ossigeno ai distretti più periferici del corpo (come gli arti inferiori). Una volta che il sangue ha ceduto calore e ossigeno deve ritornare al cuore.

Il nostro sistema vascolare deve quindi essere in grado di “spingere” il sangue venoso dagli arti inferiori in direzione contraria alla gravità con un flusso di ritorno da qualsiasi punto periferico del nostro corpo verso il ventricolo di destra, per poi far sì che il sangue vada a livello polmonare per farsi riossigenare, ritornare nel ventricolo di sinistra e ricominciare il circolo.

Insufficienza venosa: cause

Insufficienza venosa significa che il sangue fatica a tornare in maniera corretta verso il cuore: la maggior quantità di sangue che ristagna nei capillari a causa della scarsa capacità del sistema vascolare di far circolare il sangue venoso di ritorno causa pressione nei capillari.

Quando parliamo di vene varicose, quindi, dobbiamo valutare quali possono essere le cause dell’insufficienza venosa:

  • Familiarità: non alla vena varicosa in sé ma all’eventuale debolezza della parete venosa. Successivamente intervengono i nostri stili di vita a contribuire a far sviluppare l’insufficienza venosa
  • Abitudini di vita: le professioni statiche (quindi con molto tempo trascorso seduti o in piedi), soprattutto se non si indossano le calze a compressione, contribuiscono ad aumentare la pressione del sangue nei distretti periferici del corpo
  • Scarso apporto di liquidi
  • Scarso movimento
  • Disordini alimentari
  • Problemi ortopedici che non favoriscono la pompa del sangue di ritorno
  • La gravidanza e il numero di gravidanze
  • La contraccezione, i disordini ormonali, la menopausa: l’utilizzo di ormoni comporta un aumento della vischiosità dal sangue e in conseguenza il rischio che possano insorgere le vene varicose
  • Stitichezza e stipsi
  • Interventi chirurgici ginecologici (p.e. l’isterectomia) o ortopedici o a seguito di allettamento prolungato

Vene varicose: sintomi

Il quadro della sintomatologia riportato dai/lle pazienti è piuttosto variabile:

  • Gambe gonfie
  • Sensazione di pesantezza, soprattutto serale
  • Edema
  • Discromie della cute o macchie scure
  • Presenza di capillari molto evidenti
  • Crampi notturni che arrivano anche a minare la qualità del riposo delle persone

In presenza di questi sintomi è consigliato consultare il proprio medico e valutare una visita angiologica.

Costo visita angiologica: € 120.

Per informazioni e prenotazioni: 0458699728


Vene varicose: cause e sintomi

L’intervento del  dr. Stefano Gandolfi, chirurgo vascolare


Contatti

Via Alessandro Manzoni 15, 37060 Lugagnano di Sona Verona

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Autorizzazione all’esercizio attività sanitarie Cod. B5.0 – Poliambulatorio, rilasciata in data 21/06/2019 n. 21254 del Settore Igiene del Comune di Sona. Direttore sanitario Dr. Ermanno Motta, specialista in Igiene e Medicina preventiva.